Casa Savoia regnava ancora sul Piemonte e la Contea  di Nizza quando il conte di Cavour  prospettò, nel  1853, l'dea  di una ferrovia tra Torino il Ponente ligure  e la Provenza. Lo sviluppo industriale e l'ampliarsi  delle relazioni commerciali richiedeva una adeguata via  di comunicazione ferroviaria accanto a quella stradale  già esistente. Gli studi si protrassero tra il 1856 fino al  1895. Il primo progetto per collegare Torino a Nizza venne  vanificato dalla cessione di quest'ultima alla Francia nel  1860. Si ripiegò allora su un collegamento con  Ventimiglia, approvato dal Parlamento italiano nel 1879, i cui lavori  dal lato piemontese iniziarono nel 1882. Nel '91 fù messo in funzione il tratto sino a Limone Piemonte e nel 1900 venne raggiunta Vievola attraverso un traforo di valico di oltre 11 km. Tuttavia la convenzione tra Italia e Francia fu firmata solo nel  1904 e si stabilì di costruire, ciascuno a proprie spese nel proprio territorio una linea tra Nizza e Breil innestandosi con la linea già  in costruzione tra Cuneo e Ventimiglia. I lavori procedettero a rilento dal 1909, anche a causa delle grandi difficoltà orografiche; la  prima guerra mondiale bloccò la costruzione quando già erano stati realizzati i tratti Ventimiglia-Airole e Vievola-San Dalmazzo  di Tenda, e questi  ripresero negli anni venti sino all'inaugurazione il 31 ottobre del 1928. L'esercizio venne assunto dalle Ferrovie  dello Stato italiano e dalla società francese Paris-Lyon-meditérranée. L'apertura delle ferrovia portò immediati vantaggi al traffico  tra il Piemonte ed il mare, ma soprattutto a quello internazionale tra la Svizzera e Nizza dato che ne ridusse del 40% il percorso  attraverso il nuovo itinerario del Loetschberg, Sempione, Torino e Cuneo. La ferrovia collegava direttamente Berna a Sanremo e Nizza: il servizio era in coincidenza a Berna con treni provenienti da  Londra via Calais, Bruxelles, Amsterdam via Colonia e Basilea, Oslo e Berlino. Dopo la distruzione della linea ferroviaria da parte  delle truppe tedesche in ritirata, nella seconda guerra mondiale, sono stati necessari 35 anni di complesse trattative  e di sforzi  finanziari per la sua ricostruzione. La ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, ridiventò operativa il 6 ottobre del 1979. Quando venne  firmata, tra Italia e Francia nel 1970, la convenzione per la ricostruzione della ferrovia, la situazione istituzionale e gestionale delle  FS italiane e francesi era molto diversa da quella odierna. L'Unione Europea, le direttive europee e la loro applicazione nei due  Stati hanno dato vita, a partire dalla seconda metà degli anni novanta, alla separazione della infrastruttura ( creazione di RFI e di  RFF) dalla gestione (Trenitalia e Sncf).   INTERVENTI   Di Franco Revelli  Sindaco di Limone Piemonte info@foglioitaliano.com La legge Bassanini in Italia e la legge "Per la solidarietà territoriale e il rinnovamento urbano" in Francia, hanno conferito  particolari competenze e poteri di intervento alle Regioni in questo settore... Le Regioni, nei due Paesi, si sono adoperate per  utilizzare nel migliore dei modi le loro competenze. Da un lato,  mentre dall'altro, l'indirizzo della concorrenza ha fatto si che la  realizzazione dei servizi diventasse sempre più complessa e le  cooperazioni tra impresi nazionali si trasformassero in un'aspra  competizione a scapito degli utenti. Oggi qualcuno pensa  persino che il caso della linea ferroviaria Cuneo-Nizza sia da  considerare alla stregue dei "rami secchi", che vada soppressa e  la convenzione del 1970 debba essere abrogata.  Le Regioni Piemonte, Liguria e Provenza Alpi Costa Azzurra, le  tre Province di Cuneo, Imperia e Nizza, i Comuni  transfrontalieri non condividono questo punto di vista. D'altro  canto una simile soluzione porterebbe allo spreco di una risorsa  che è costata lavoro e capitali nei decenni e soprattutto sarebbe  anacronistica nel momento in cui  si sceglie la strada dello  "sviluppo sostenibile" e più rispettoso delle emissioni  nocive. Le Regioni e gli Enti Locali si sono dunque rivolti sia agli Stati  nazionali che al Parlamento europeo per affrontare in modo  concreto la situazione risolverla nel modo più semplice. I punti essenziali da affrontare sono i seguenti: a) aggiornamento  della convenzione del 1970 e sviluppo delle relazioni  ferroviarie tra le tre regioni transfrontaliere; b) applicazione delle proposte emerse dagli  studi, finanziati con il programma europeo CALIPSO (Costa  Azzurra, Liguria, Piemonte senza ostacoli) che verte sul  miglioramento delle relazioni  ferroviarie tra Torino, Cuneo,  Nizza, Imperia e le due riviere. Le tre Regioni chiedono ai due  Stati che vengano risolte   in modo rapido le questioni inerenti l'omologazione dei materiali rotabili,  affinché secondo le normative UE, i treni italiani  possano circolare in Francia e viceversa. Nelle mire  dell'omologazione, vengano mantenuti gli attuali regimi con treni  diretti tra il Piemonte e le due Riviere senza interruzioni né disagi  per il servizio. È poi indispensabile la creazione di collegamenti  rapidi: Torino-Cuneo-Nizza via Breil; Torino-CuneoVentimiglia-Imperia; Torino-Cuneo-Ventimiglia-Mentone-Monaco-Nizza.   Riqualifichiamo il territorio e saliamo a bordo del Treno delle Meraviglie La Cuneo-Ventimiglia-Nizza è una delle più sorprendenti realizzazioni  dell'ingegneria ferroviaria in Italia: meno di 100 km per superare un dislivello  di oltre 1000 m. di altezza con una pendenza del 25 per mille senzatratti di  armamento con cremagliera; 81 gallerie per un totale di 44 km.tra le quali 3  tunnel elicoidali: uno in Italia, tra Vernante e Limone, e 2 in Francia; 8100 m.  della Galleria del Tenda; 407 ponti tra cui il viadotto Rivoira, lungo 300m.,  costituito da 15 archi per un'altezza massima di 45 m e 130 muri di sostegno.  In occasione  del 30° anniversario della  riapertura della linea ferroviaria Cuneo-  Ventimiglia-Nizza è nata l'associazione "Giuseppe Biancheri" (ventimigliese,  Deputato dal 1853 al 1908 e  più volte Presidente della Camera, fautore delle  comunicazioni in Val Roya). L'associazione, che è formata da tre sezioni distaccate presenti in Liguria,  Piemonte e Regione Paca, ha la sede centrale a Ventimiglia, presso la  Fondazione Giuseppe Biancheri ed ha come obiettivo la tutela, il rilancio e la  riqualificazione della ferrovia di Val Roya e delle stazioni (alcune delle quali  sono attualmente chiuse ed in stato di degrado), nonché  la promozione del  treno come mezzo di mobilità sicuro, comodo, economico ed eco-compatibile,  in alternativa al traffico stradale che sempre più congestiona ed inquina la Val Roya. Un mezzo che può dare un  grosso aiuto a tutta l'economia del Ponente Ligure e del basso Piemonte, non soltanto per il traffico passeggeri, ma  anche per il trasporto delle auto al seguito (servizio navetta) e delle merci. Un treno  che, opportunamente utilizzato e valorizzato, può essere promosso come prodotto  turistico in sé, analogamente a quanto accade per altre famose  e  spettacolari linee  ferroviarie (ad esempio, il Bernina Express) e per treni dedicati (treni "della neve",  treni "del mare" e treni "eno-gastronomici").  Un viaggio in treno all'insegna dello sport e della cultura, che permette di scoprire lo  straordinario patrimonio storico-ambientale senza stress, utilizzando tratti della linea  ferroviaria Cuneo-Ventimiglia come punti di partenza per  escursioni a piedi o in MTB. Scoprire le pittoresche vallate dal finestrino di un treno  della Cuneo-Ventimiglia-Nizza è un'esperienza davvero unica. Dopo ogni galleria il  paesaggio si apre ai nostri occhi sempre diverso e incantevole come tanti  fotogrammi di uno stesso film. Pochi chilometri per passare dalle solari spiagge  della costa mediterranea alle imponenti montagne delle Alpi marittime, dallo  svettante profilo di Cuneo ai declivi della Bassa Valle Vermenagna fino alle  strapiombanti forre scavate dal fiume Roya. Un percorso che, attraverso storia, arte,  ambiente e tradizioni, non manca di dare emozioni al viaggiatore. L'antica Via del Sale e le fortificazioni del Colle di Tenda
La partenza dalla stazione di Ventimiglia del treno storico organizzato il 22 novembre scorso, per la celebrazione del trentennale della iapertura della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza, inaugurata dal Sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino.   Straordinario viaggio nell'atmosfera della Valle Roya   INTERVENTI   Di Costantino Catto info@foglioitaliano.com Il Colle di Tenda, già  "Mons Cornius", ha  rappresentato da sempre  un'importantissima via di  comunicazione tra il  Piemonte e il Mar Ligure  (l'antica Via del Sale). Fu  valicato già nell'anno 906  dai Saraceni che  miseroLimone a ferro e  fuoco; per molto tempo  venne controllato dai Conti di Tenda e Ventimiglia  (Lascaris). In seguito il valico acquistò notevole importanza  commerciale e militare dopo il passaggio della Contea di  Tenda ai Duchi di Savoia (1575). Sul finire dell'Ottocento,  in concomitanza con l'apertura del traforo stradale, per  ragioni militari nei confronti della Francia,imposte  dall'adesione dell'Italia  allaTriplice Alleanza; i  Savoia decisero di  munire il Colle di  Tenda di imponenti  fortificazioni, a  protezione delle Valli  Roya e Vermenagna  collegate tra di loro da  ardite strade militari di  alta quota, ancora oggi  percorribili. Esse sono  oggi agevolmente  raggiungibili da Limone mediante una  strada carrozzabile  asfaltata, mentre dal versante francese  sale al passo una strada sterrata con numerosissimi tornanti,  denominata   confine con la Francia dopo la fine della  seconda Guerra  mondiale, si trovano ora tutti in territorio  francese, sono  sei: il Forte Centrale (m. 1908), il Forte  Pepino (m. 2263),  il Forte Margheria (m. 1842), il Forte  Pernante (m. 2117), il Forte Giaura (m. 2253), il Forte  Taborda (m. 1982). Ad questi vanno aggiunte le  Fortificazioni del Balcone di Marta, sulla Via del Sale, nel  tratto tra il Passo di Colla Ardente e il Colle della Melosa,  sullo spartiacque tra la Valle Argentina e la Valle Roya, e  che  rappresentano il più importante complesso fortificato  sotterraneo delle Alpi Occidentali. I graffiti rupestridella Valle  delle Meraviglie È difficile  trovare sulle Alpi, un luogo  straordinario e unico come  quello delle valli che  circondano il Monte Bego.  Alla ricchezza e particolarità  dell'ambiente naturale del  Parco,  cui appartiene l'intero  gruppo del Bego, si associa un altro valore eccezionale: la  presenza, sulle rocce  levigate dai ghiacciai, di  quasi 40.000 incisioni  rupestri protostoriche,  muta ed enigmatica  testimonianza scritta sulla  pietra da popolazioni che  frequentarono in estate la  regione del Bego al  seguito delle loro greggi a  partire dal 3000 a.C. circa. Non stupisce,  quindi, che il  solco vallivo più  ricco di figure, ai  piedi della  montagna sacra  del Bego, sia stato  battezzato "Valle  delle Meraviglie".  Un luogo in cui  tutti possono fare  la prima  conoscenza di  questa straordinaria manifestazione della protostoria che è il Museo delle Meraviglie di Tenda, inaugurato nel 1996.  Articolato in tre sezioni (Storia naturale, Archeologia,  Tradizioni popolari), il Museo è un'ottima introduzione alle  vicende plurimillenarie dell'area, per cui è consigliato  visitarlo prima di compiere l'escursione nelle valli del Bego.
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